verdi del trentino
    Lucia Coppola - attività politica e istituzionale
   

  Legislatura provinciale
2018-2022
attività consiliare

Comune di Trento
dal 2008 al 2018
attività consiliare

articoli
dalla stampa
dal 2020 al 2021

articoli
dalla stampa
dal 2014 al 2019

articoli
dalla stampa
dal 2008 al 2013

   

torna a precedente

   

 HOMEPAGE

  I VERDI
  DEL TRENTINO

  
  CHI SIAMO

  STATUTO

  REGISTRO CONTRIBUTI

  ORGANI E CARICHE

  ASSEMBLEE
  CONFERENZE STAMPA
  RIUNIONI


 ELETTI VERDI

  PROVINCIA DI TRENTO

  COMUNITÀ DI VALLE

  COMUNE DI TRENTO

  ALTRI COMUNI


 ELEZIONI

  STORICO DAL 2001


 ARCHIVIO

  ARTICOLI

  DOSSIER

  CONVEGNI

  INIZIATIVE VERDI

  PROPOSTE VERDI

  BIBLIOTECA

  GALLERIA FOTO

  

     

Trento, 12 ottobre 2011
FARMACIE COMUNALI: UN PATRIMONIO pUBBLICO CHE NON DEVE ESSERE ALIENATO
Intervento di Lucia Coppola in occasione del dibattito sull'OdG del centro-destra

Nel nostro paese, segnato dalla crisi, dove la pressione fiscale ha superato il 40% mentre l'evasione fiscale, ampiamente tollerata e persino consigliata da alcuni partiti ha superato il 17% , una parola torna continuamente all'attenzione di tutti: dismissione. Da che cosa? verrebbe da dire. Dai diritti/doveri di cittadinanza, dalla buona politica, da comportamenti all'insegna dell'onestà e del rigore? E' una parola che non mi piace. Ho condiviso in toto l'intervento dell'assessore Condini che ho trovato particolarmente centrato, documentato, privo di retorica e per nulla ironico, come qualcuno ha insinuato, né teso a sminuire le ragioni degli altri, altrettanto legittimamente espresse.

Nel merito, storicizzando il fenomeno. E' noto come anche a livello nazionale sia in atto l'acquisto da parte di grandi gruppi della distribuzione farmaceutica delle aziende farmaceutiche comunali. Già alla fine degli anni '90 tre grandi città italiane: Milano, Bologna e Firenze dismisero via, via i pacchetti di maggioranza delle loro aziende farmaceutiche, che andarono appannaggio di diversi gruppi economici, tra tutti l'Admenta Italia s.p.a, holding italiana della potente tedesca Celesio AG. Le proteste da allora non si sono più fermate, da parte di utenti, farmacisti, rappresentanze sindacali, a causa della deriva commerciale e della scarsità di servizi al cittadino.

Perché le farmacie pubbliche, comunali come le nostre, rappresentano un servizio e un patrimonio essenziale per le nostre città, proprio in forza del loro ruolo socio-sanitario, della loro importanza strategica, della loro vocazione alla tutela degli strati sociali più deboli e, non da ultimo, del loro valore economico, che sarebbe davvero improvvido alienare.

Il cardinal Martini, in una lettera a difesa del patrimonio pubblico rappresentato dalle farmacie comunali, ebbe a definirle «sentinelle della salute sul territorio municipale». Le critiche dei cittadini nei luoghi dove le farmacie non sono più comunali, non si contano. Ne leggo una tra tutte, del marzo scorso, a seguito della protesta popolare di Milano che ha messo il dito sulla disfunzionalità di queste privatizzazioni: «I cittadini, unici proprietari dei beni comunali, che pagano fior di tasse per poterli mantenere, vengono trattati come polli da spennare e in tal senso vengono educati i nuovi farmacisti»: questa è una tra le tantissime espressioni usate per segnare la differenza tra un prima e un dopo che ha marcato una profonda differenza nei modi di avvicinarsi ai cittadini, a Milano e in altre città dove le proteste sono continue.
Il farmacista di quartiere, nelle nostre fornitissime farmacie, moderne e ben organizzate, assolve funzioni multiple, dà ascolto, consiglio e attenzione, e questa qualità forse non è monetizzabile né quantificabile in termine di guadagni netti, ma è ciò che rende un servizio davvero tale. Il tempo dedicato, gli incontri sulla prevenzione, sulle dipendenze, sui disturbi alimentari e, di concerto, le proposte, i seminari a tema, il materiale stampato con approfondimenti di vario tipo, la vicinanza ai problemi delle donne in gravidanza e delle giovani mamme, degli anziani, dei bambini, la presenza vigile e rassicurante, competente sono una sorta di passaggio intermedio tra la “cura fai da te”, decisamente sconsigliabile, e la medicalizzazione anche di cose di poco conto, per le quali è possibile ricorrere in tempi certi all'aiuto del farmacista. Tutto questo implica personale numericamente sufficiente a svolgere mansioni plurime e preparato anche in termini di rapporto relazionale ed umano, ed ha inevitabilmente un costo, ma consente comunque di risparmiare sui tempi lunghi, anche se questo beneficio è difficile da quantificare. Quando si fanno politiche sociali e sanitarie non si può mirare solo al profitto, anche se si deve sempre cercare di operare all'interno di parametri economici equi, di non andare in perdita, di ottenere un qualche ricavo per poter investire in altri e migliori servizi (e su questo, credo che vada fatta una riflessione anche alla luce di quanto emerso dal dibattito di queste sere e dalle riflessioni di coloro che hanno proposto questo ordine del giorno).

Ma di certo la soluzione, anche alla luce dell'esperienza di città dove le auspicate dismissioni sono avvenute, con malcontento di tutti, ma non delle multinazionali che hanno fatto man bassa di un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, non è quella di azzerare un'esperienza pluriennale che ha continuato a crescere, che i cittadini del nostro comune apprezzano, di cui hanno fiducia e che sentono vicino ai loro bisogni.

Perciò questo importante presidio territoriale deve restare comunale.

Lucia Coppola

      Lucia Coppola

LUCIA COPPOLA

BIOGRAFIA
E CONTATTI


  
   

© 2000 - 2022
VERDI DEL TRENTINO

webdesigner:

m.gabriella pangrazzi
 
 

torna su